LA FUCINA D'ARTE
Il laboratorio creativo di Angelo Foschini e Lavinia Iacomelli - Info 329 2938433 - Livorno

 

JACOPO SIMONETTI
L'architettura dell'immagine

La pittura figurativa è e deve essere corredata da un percorso di analisi del soggetto, deve essere strumento conoscitivo per chi la osserva, stimolo per la scoperta di un punto di vista differente dal proprio.
Non si può parlare di ciò che non si conosce nè si può dipingere architettura senza conoscerne la logica progettuale. Al contempo non ci si può fermare alla facciata, si deve andare oltre; oltre ciò che è convenzionalmente riconosciuto, pur mantenendo il richiamo alla tradizione.

Jacopo Simonetti

Seguo il lavoro di Jacopo da diversi anni e penso di poter parlare della sua pittura come di un'evoluzione ancora in atto, cresciuta e sviluppatasi per una grande passione ed una reale esigenza espressiva.
Andando oltre l'impatto visivo delle sue opere, che denotano una capacità fuori dal comune di saper gestire tecniche e materiali, si scorge una matrice di problematizzazione che è propria del tempo in cui viviamo, una contemporaneità da leggere sotto una 'pelle' pittorica che strizza l'occhio ai grandi maestri della Storia dell'Arte ma che si serve della memoria e dell'esperienza collettiva per dare corpo e struttura all'idea dipinta. Ed è proprio in questa struttura l'idea architettonica della pittura di Jacopo: il voler comprendere e acquisire consapevolezza, attraverso lo studio della storia delle immagini di cui si serve, perché il quadro possa donare allo spettatore conoscenza e non una semplice suggestione visiva.
Ogni opera trascina con sé un approfondimento, una richiesta di osservazione dilatata nel tempo e suggerita oltre la tela, come se il dipinto volesse porsi da anello di congiunzione tra le fonti, orali o bibliografiche, e l'autore.
In tutti questi lavori, oltre alla raffinata stesura pittorica, emerge prepotente l'esigenza di arrivare alla nascita dell'immagine solo dopo una lucida sedimentazione di informazioni. Non c'è improvvisazione di scelta, ma un'attenta e capace dissezione del possibile, una scelta del soggetto mirata all'esclusione di ciò che l'autore non considera interessante.
Prendono corpo così le serie delle Architetture, da un lavoro che negli anni ha visto Jacopo tentare vie di fuga e di ritorno, intersecando la strada dei Ritratti, dove ha sempre privilegiato soggetti tra il pubblico e il privato, in un percorso in equilibrio tra l'intimo e il globale.

Angelo Foschini